Come calcolare rivalutazione TFR

Un rapporto di lavoro può cessare prima della sua naturale durata per diverse cause, le quali possono provenire dal datore di lavoro o dal lavoratore stesso. Pensiamo ai casi di licenziamento collettivo, quando ad esempio un’azienda non riesce più a soddisfare le sue attività produttive o ha profondi problemi economici. O ai licenziamenti singoli, quando la diatriba riguarda il datore di lavoro e un suo singolo sottoposto. Invece quando è il lavoratore stesso a decidere di lasciare il suo lavoro, per motivi salariali o perché in rotta con il datore di lavoro o i colleghi, o perché ha trovato un lavoro che soddisfa di più le sue esigenze, allora si parla di dimissioni.

Sia in caso di licenziamento che di dimissione, occorre presentare una lettera di preavviso all’altra parte, che ne indichino le modalità e le cause. Inoltre, sempre in entrambi i casi, è obbligatorio corrispondere al lavoratore il TFR, acronimo di Trattamento di fine rapporto. quest’ultimo viene disciplinato dalla legislazione italiana, ai sensi dell’articolo 2120 del Codice Civile.

Il TFR va calcolato, per conoscere l’ammontare della liquidazione che spetta all’ex dipendente, ma anche per conoscere le rivalutazioni dello stesso che avvengono anno per anno. Non a caso, i vari governi susseguitisi negli anni hanno ritoccato continuamente le modalità di calcolo del TFR, dato che si tratta di una cifra importante tanto per il lavoratore quanto per il datore di lavoro. Del resto, stiamo parlando di una cifra che si aggira intorno ai 25/26 miliardi di euro all’anno.

In quest’articolo, pertanto, vediamo come funziona la rivalutazione del TFR, ma anche l’anticipazione, la liquidazione e la tassazione.

Quando si effettua la rivalutazione del TFR

La rivalutazione del TFR ricorre il 31 dicembre di ogni anno, in questo modo: si calcola l’ammontare della somma accumulata partendo dal 31 dicembre dell’anno precedente, come disposto dal Codice Civile.

Come si calcola il coefficiente per la rivalutazione del TFR

La rivalutazione del TFR si calcola partendo dal coefficiente per la rivalutazione, considerando un tasso fisso pari all’1,50% ed uno variabile pari al 75,00 di un possibile aumento dell’indice dei costi al consumo. Il quale viene valutato basandosi sul mese di dicembre dell’anno prima e riferito alla famiglie dei lavoratori dipendenti, impiegati ed operai. Nei casi in cui il TFR venga liquidato o rivalutato, e ciò avvenga durante l’anno in corso, varranno i coefficienti calcolati riguardanti i mesi antecedenti, per le liquidazioni da effettuarsi entro il 14 del mese. Dopo quella data, l’indice da tenere in conto è invece quello del mese in corso. Per il calcolo del coefficiente e quindi la rivalutazione del TFR, si prendono in considerazioni le analisi e i valori rilevati dall’ISTAT.

Il coefficiente del TFR viene rivalutato alla fine di ogni anno. Ma in che modo? In effetti, calcolare il coefficiente del Trattamento di Fine Rapporto non è cosa semplice, e bisogna essere del settore per poterci capire qualcosa di più. Occorre partire dall’indice dei prezzi al consumo che viene comunicato mensilmente dall’ISTAT (acronimo di Istituto nazionale di statistica), che prende in considerazione le abitudini in un determinato lasso di tempo di famiglie di operai e impiegati.

Calcolando poi la differenza che passa tra i dati del mese di dicembre dell’anno precedente a quello preso in riferimento per il calcolo, e il mese nel quale occorre effettuare la rivalutazione. A tutto ciò va poi corrisposta la differenza del 75%, sommando ad essa alla fine un tasso pari a 0.125. Per quanto concerne l’indice ISTAT, viene preso come riferimento il 2010, dal quale poi si effettuano tutti i calcoli spiegati poc’anzi.

E’ sempre il caso di ricordare che la rivalutazione monetaria del Trattamento di Fine Rapporto avviene il giorno 31 dicembre di ogni anno, limitatamente alla parte delle quote calcolate negli anni precedenti. Escludendo pertanto le quote maturate nell’ultimo anno, i cui effetti inflazionistici vengono presi in considerazione al 31/12 dell’anno successivo a quello di maturazione. Facciamo un esempio: in data 31 dicembre 2004 matura la quota dell’anno 2004, e contestualmente vengono rivalutate le quote maturate fino al 31 dicembre 2003. Al 31 dicembe 2005 matura la quota dell’anno 2005 e vengono rivalutate le quote in precedenza accantonate inclusa quella maturata al 31 dicembre 2004.

Quali elementi rientrano nel calcolo annuale del TFR

In linea di massima, contribuiscono al computo del TFR questi elementi:

  • minimo contrattuale, paga base, salario o stipendio previsto dai Contratti collettivi nazionali del lavoro
  • indennità di contingenza
  • scatti di anzianità
  • superminimo o ad personam
  • superminimi collettivi
  • elemento distinto della retribuzione (Edr)
  • indennità di mensa
  • maggiorazioni contrattuali per lavorazioni o orari disagiati
  • straordinari forfetari e maggiorazioni di turno
  • premi presenza, indennità di cassa
  • bonus, premi di rendimento, incentivazioni, partecipazioni agli utili, provvigioni
  • lavoro straordinario prestato con continuità
  • tredicesima mensilità e gratifica natalizia ed eventuali altre mensilità aggiuntive previste dalla contrattazione collettiva
  • importi per festività non godute
  • indennità sostitutiva del preavviso
  • contributi a carico del datore di lavoro versati a favore di fondi pensionistici integrativi individuali o collettivi (precedenti al 28 aprile 1993, anno di entrata in vigore del decreto legislativo n. 124/1993)
  • eventuali polizze stipulate dal datore di lavoro in favore del lavoratore.

Quando la rivalutazione TFR non si applica

Vediamo ora i casi in cui la rivalutazione TFR non si calcola. Prendiamo il caso di quanti lavorano nei fondi di previdenza complementare. Essi infatti non rientrano nella casistica di modifica di questo dato sul Trattamento di Fine Rapporto. Deve essere invece premura del datore di lavoro effettuare la rivalutazione di questo aspetto nel caso si tratti di dipendenti che facciano parte di una azienda la quale vanti un numero di dipendenti che superi le cinquanta unità. Dall’anno 2001, la rivalutazione del TFR è soggetta ad una tassa sostitutiva pari all’11%, che secondo le disposizioni fiscali viene ogni volta calcolata e poi detratta alla conclusione del periodo di imposta.

Updated: 25 settembre 2017 — 20:44

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