Pagamento NASpI: tutto quello che bisogna sapere

Cos’è la NASpI? A chi è rivolta la NASpI? Come funziona la NASpI? Quando avviene il pagamento della NASpI? Cosa significa NASpI?

Rispondiamo a tutte queste ed altre domande in questo articolo.

NASpI cosa significa

Cosa significa NASpI? Come si può intuire, si tratta di un acronimo stante per Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego.

NASpI cos’è

Cos’è la NASpI? Si tratta di una indennità mensile di disoccupazione, istituita dall’articolo 1, decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22. La quale sostituisce le precedenti prestazioni di disoccupazione ASpI e MiniASpI in relazione ai casi di disoccupazione involontaria verificatisi dal 1° maggio 2015.

La NASpI non è automatica, ma è un diritto eventualmente riconosciuto solo dietro apposita domanda dell’interessato.

NASpI beneficiari

Chi sono i beneficiari della NASpI? La NASpI è un diritto che spetta a quanti avevano un lavoro con contratto a tempo indeterminato e lo hanno perso in maniera involontaria dalle proprie scelte.

Oltre agli ex occupati a tempo indeterminato, rientrano tra i beneficiari della NASpI anche:

  • apprendisti
  • soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative
  • personale artistico con rapporto di lavoro subordinato
  • dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.

NASpI chi non ha diritto

Chi non ha diritto alla NASpI? Le seguenti categorie:

  • dipendenti a tempo indeterminato della PA
  • operai agricoli a tempo determinato e indeterminato
  • lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale
  • lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato
  • lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità

NASpI come funziona

Come funziona la NASpI? La tempistica è questa:

  • la NASpI decorre dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro, se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno. Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se presentata dopo l’ottavo giorno successivo alla cessazione, ma entro i termini di legge
  • dall’ottavo giorno successivo al termine del periodo di maternità, malattia, infortunio sul lavoro/malattia professionale o preavviso, se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno. Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se presentata dopo l’ottavo giorno ma entro i termini di legge
  • dal trentottesimo giorno successivo al licenziamento per giusta causa, se la domanda viene presentata entro il trentottesimo giorno. Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se presentata oltre il trentottesimo giorno successivo al licenziamento, ma entro i termini di legge

Occorre poi specificare che in caso di rioccupazione durante gli 8 giorni successivi alla cessazione, non dà luogo alla sospensione. Ma si rende necessaria la presentazione di una nuova domanda di NASpI in caso di cessazione involontaria dalla suddetta rioccupazione. Come si legge nella circolare numero 94 dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale datata 12 maggio 2015.

La NASpI viene corrisposta mese per mese per un numero di settimane corrispondente alla metà delle settimane contributive presenti nell’ultimo quadriennio.

Nel calcolo della durata non vengono calcolati i periodi di contribuzione già inclusi in una erogazione di prestazioni precedenti di disoccupazione. Allo stesso modo, non viene calcolata la contribuzione che ha dato vita alle prestazioni ottenute in unica soluzione in maniera anticipata.

Occorre poi specificare che i periodi contributivi relativi al rapporto o ai rapporti di lavoro successivi all’ultima prestazione di disoccupazione, risultano comunque utili al fine di determinare la durata di una nuova NASpI.

La fruizione della NASpI è coperta da contribuzione figurativa.

Come funziona NASpI se si deve avviare nuova attività

Per quanti vogliano iniziare una nuova attività lavorativa autonoma o una impresa individuale, o intende sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa e rivestirebbe il ruolo di socio come quota, ha diritto di richiedere la liquidazione anticipata in un’unica soluzione della NASpI.

NASpI importi

Stando a quanto dice la circolare Inps n. 5 del 25 gennaio 2019, la

retribuzione da prendere a riferimento per il calcolo delle indennità di disoccupazione NASpI è pari, secondo i criteri già indicati nella circolare n. 94 del 12/05/2015, a

 

“€ 1.221,44 per il 2019. Analogamente, l’importo massimo mensile di detta indennità, per la quale non opera la riduzione di cui all’articolo 26 della legge n. 41/1986, non può in ogni caso superare, per il 2019, € 1.328,76.”

Come si calcola l’assegno mensile NASpI? Occorre fare riferimento al Decreto Legislativo 4 marzo 2015 n. 22 e alla Circolare INPS n. 94 NASPI.

Secondo i suddetti riferimenti normativi, la NASpI deve essere rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali ricevuta dal lavoratore negli ultimi 4 anni. Inclusi gli elementi continuativi che vengono versati ad ogni mese e non continuativi.

Se poi il prodotto è inferiore a 1.221,24 euro (importo valido per il 2019), al lavoratore spetta un’indennità NASPI al 75%. Mentre se superiore, l’importo viene incrementato del 25%. Ad ogni modo, l’importo non deve superare 1.328,76 euro mensili.

Tale importo, viene poi ridotto a partire dal 1° gennaio dal 4° mese in poi.

NASpI quanto decadenza

Quanto decade NASpI? La prestazione è sospesa in caso di:

  • rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi
  • nuova occupazione in paesi dell’UE o con cui l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali
  • inizia un’attività di lavoro subordinato, di durata superiore a sei mesi o a tempo indeterminato
  • non comunica, entro un mese dalla domanda della NASpI, il reddito annuo che pensa di trarre da uno o più rapporti di lavoro subordinato part-time rimasti in essere all’atto di presentazione della domanda di NASpI
  • inizia un’attività lavorativa autonoma o parasubordinata senza comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro un mese
  • raggiunge i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato
  • acquisisce il diritto all’assegno ordinario di invalidità
  • non partecipa, senza giustificato motivo, alle iniziative di orientamento previste dai centri per l’impiego

In caso ci si rechi all’estero per cercare lavoro o altro motivo, i casi dipendono dal Paese di destinazione:

Paese UE, in Svizzera, Liechtenstein, Norvegia e Islanda: il diritto a percepire la prestazione di disoccupazione viene conservato per un massimo di tre mesi. Se è per motivi diversi dalla ricerca di lavoro, si conserva il diritto a percepire la prestazione.

Stesso dicasi in caso di partenza verso un Paese extracomunitario alla ricerca di lavoro: si conserva il diritto a percepire la prestazione. Per i Paesi extracomunitari ciò vale anche in caso di partenza per motivi diversi dalla ricerca di un lavoro.

Updated: 18 Aprile 2019 — 16:37

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