Come verificare un assegno

L’assegno è un mezzo di pagamento alternativo rispetto al contante che, negli ultimi tempi, ha subito una minore diffusione ed utilizzo a causa dell’avvento della tecnologia che ha approntato nuovi strumenti finanziari e creditizi più sofisticati ed avanzati (esempio: il bonifico online).

L’assegno è un titolo di credito attraverso il quale un soggetto ordina alla banca o ad ogni altro intermediario creditizio di pagare al portatore del documento una somma di denaro determinata e contenuta sul titolo.

Ad oggi, la norma ed il corpus legislativo di riferimento e disciplinante l’assegno, è il Regio Decreto 21 dicembre 1933 n. 1736.

Dall’entrata in vigore e dall’utilizzo dell’assegno nella prassi commerciale, questo titolo di credito pone anche dei problemi legati al fatto che possa risultare non coperto. Un problema davvero non di poco conto!

Per ovviare a questo problema come fare per verificare che un assegno é coperto? Cosa significa che un’assegno è coperto o scoperto? Cerchiamo di capirlo in questa guida.

Assegno: requisiti necessari per l’emissione

Prima di rispondere alle domande poste, è bene fissare i requisiti necessari per procedere con l’emissione del titolo di credito assegno.

Due sono le condizioni sostanziali che devono sussistere affinché un assegno bancario risulti valido dal punto di vista dell’emissione:

  • rapporto di provvista ovvero la presenza di una sufficiente disponibilità del conto su cui l’assegno è tratto,
  • convenzione di assegno, l’autorizzazione da parte della banca di emettere assegni.

Gli assegni non sono altro che form compilabili, raccolti in libretti distribuiti dalle banche/Poste nei quali si trovano espressi, oltre alla denominazione della banca/Posta anche l’indicazione di “assegno bancario” o “assegno postale” e l’ordine di pagare.

Chi emette l’assegno non deve fare altro che apporre:

  • Data e luogo, elementi importanti, per il conteggio dei termini di presentazione e di efficacia dell’assegno come titolo esecutivo,
  • Importo da pagare, in cifre e in lettere,
  • Nome del soggetto beneficiario,
  • Firma del traente.

Cosa significa che l’assegno è scoperto?

L’assegno è considerato coperto quando colui che lo ha emesso, dispone di sufficiente denaro sul conto corrente per adempiere all’obbligazione.

L’emissione di un assegno scoperto rappresenta, un grosso problema: la normativa è piuttosto severa nei confronti di chi non adempie ad una obbligazione e il rischio si aggrava con gli assegni post datati, la cui data di emissione è successiva a quella reale.

Si tratta di una vera e propria frode ai sensi delle normative: quando il creditore si presenta a riscuotere la somma allo sportello bancario/postale e i fondi sul conto corrente del debitore non sono disponibili, l’assegno è scoperto. Si tratta di un guaio immenso!

Per non incappare in questo problema, è bene verificare in maniera certosina che l’assegno bancario/postale consegnato sia legittimo, ovvero non si tratti di assegno rubato o contraffatto.

Centrale d’Allarme Interbancaria: che cos’è e come funziona

Per controllare che un assegno non sia scoperto, è bene ricorrere all’utilizzo dello strumento approntato dalla Centrale d’Allarme Interbancaria (CAI): si tratta di un archivio online degli assegni irregolari (consultabile dal proprio pc).

Il CAI è stato istituito dalla Banca d’Italia ed è un archivio informatizzato che contiene:

  • le generalità di chi ha emesso senza autorizzazione o senza disporre dei fondi necessari,
  • i dati identificativi degli assegni non restituiti dopo la revoca dell’autorizzazione,
  • le generalità di tutti coloro ai quali è stata revocata l’autorizzazione all’utilizzo di carte di pagamento,
  • i dati identificativi degli assegni emessi senza disporre dei fondi necessari,
  • le generalità dei soggetti ai quali sono state applicate sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie per aver emesso assegni senza disporre dei fondi necessari.

La Centrale d’Allarme Interbancaria aiuta a sanzionare e prevenire l’utilizzo distorto degli assegni e delle carte di pagamento, ad incrementarne la sicurezza e la fiducia dei consumatori in questi strumenti di pagamento.

Sul database della CAI si trovano tutti i nominativi di coloro abbiano emesso (nella storia creditizia pregressa) assegni scoperti. Questo permette di controllare l’affidabilità e il merito creditizio del soggetto che ha emesso l’assegno, se coinvolto in una qualche emissione di assegno scoperto.

Inoltre, anche il Registro Informatico dei Protesti della Camera di Commercio potrebbe essere di grande ausilio nel segnalare un’eventuale inadempienza da parte del soggetto emittente del titolo di credito.

Se il soggetto emittente abbia emesso un assegno scoperto o non abbia pagato una cambiale alla scadenza, il Registro Informatico dei Protesti della Camera di Commercio è in grado di segnalarlo.

Nel caso in cui il soggetto provveda a pagare, anche in ritardo, può richiedere la cancellazione della segnalazione o la riabilitazione dal giudice, nel caso che il ritardo sia stato superiore ad un anno.

Nel caso in cui l’assegno risulti scoperto, state calmi e munitevi di una buona dose di pazienza, si deve adire le vie legali.

Entro 1 o 2 giorni feriali successivi alla scadenza del titolo di credito, si può esercitare la levata del protesto.

Si tratta di un atto con il quale un pubblico ufficiale intima il soggetto debitore ad adempiere al pagamento entro i successivi 10 giorni, se non vorrà sopportare ulteriori conseguenze negative.

Updated: 8 ottobre 2017 — 22:58

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